Il discorso di Giacomo Matteotti del 30 maggio 1924
27.05.2026
PRESIDENTE (Alfredo Rocco): Ha facoltà di parlare l’onorevole Matteotti.
MATTEOTTI: Tradizione parlamentare costante di questa Camera, prima di deliberare sulla convalida in massa dei deputati eletti, o, come oggi si propone, della maggioranza di essi, è che si esaminino le condizioni di fatto e di diritto, nelle quali si sono svolte le elezioni. (Interruzioni a destra).
Noi ci domandiamo: in quali condizioni si sono svolte le elezioni del 6 aprile?
Esse si sono svolte in condizioni tali che per noi, e per la parte di paese che noi rappresentiamo, la minoranza, la consultazione elettorale non ha avuto alcun valore di libera espressione della volontà popolare. (Proteste e rumori a destra; vive approvazioni all'estrema sinistra).
VOCI A DESTRA: Ma se avete avuto tre milioni di voti! Ma andate via! Che cosa dite?
MATTEOTTI: Voi vi vantate di avere ottenuto una grande maggioranza numerica! Ma noi contestiamo la validità di questa maggioranza. E vi diciamo che le elezioni non furono libere, perché la libertà del voto, che è il presupposto di ogni legittimità, è stata sistematicamente soffocata dalla violenza e dall'illegalità. (Interruzioni e rumori a destra).
Voi sapete che la legge elettorale approvata da questa Camera imponeva determinati limiti. Ma al di là della legge, vi è stata una forza armata, una milizia di parte, che ha presidiato i seggi, che ha intimidito gli elettori, che ha impedito ai nostri rappresentanti di essere presenti ai seggi e di controllare le operazioni di voto. (Vivi rumori a destra; grida di: "Non è vero! Menzogna!").
Ho qui un elenco dettagliato, provincia per provincia, comune per comune, delle violenze perpetrate nei giorni precedenti il voto e nel giorno stesso delle elezioni. In molte province del Nord e del Sud, i nostri candidati non hanno potuto tenere un solo comizio. I giornali dell'opposizione sono stati sequestrati, le tipografie devastate, le sedi dei nostri circoli incendiate.
Come potevano gli elettori esprimere liberamente il loro voto se il solo professare un'idea contraria al Governo significava rischiare il posto di lavoro, l'incolumità fisica, la vita stessa? (Proteste vivissime a destra, applausi a sinistra).
In moltissimi comuni, l'elettore non entrava nella cabina da solo. Membri della milizia fascista o delle corporazioni entravano con lui, controllavano la scheda, o addirittura la consegnavano già compilata, esigendo che venisse deposta nell'urna sotto i loro occhi. (Rumori violentissimi; molti deputati di destra si alzano gridando contro l'oratore).
PRESIDENTE: Onorevoli colleghi, vi prego di tacere. Lasciate parlare l'onorevole Matteotti. Ognuno avrà poi il diritto di rispondere.
MATTEOTTI: Io non chiedo il vostro silenzio, chiedo che le mie parole siano messe a verbale. Perché il Paese sappia, perché la storia giudichi.
Voi dite che il popolo italiano vi ha acclamato. Ma la verità è che avete trasformato l'Italia in un campo di concentramento, dove l'unica legge è la vostra volontà. Avete soppresso i consigli comunali eletti, avete esautorato le prefetture, avete sostituito allo Stato la vostra organizzazione di partito.
E in questa tornata elettorale, i brogli non sono stati l'eccezione, ma il sistema. Nei verbali che abbiamo esaminato alla Giunta delle elezioni, mancano le firme dei presidenti di seggio, mancano i registri, i numeri dei votanti superano spesso il numero degli iscritti nelle liste elettorali! (Vivi rumori; grida: "Ma che cosa dite? Non conoscete i dati!").
Sì, in molti comuni i voti per la lista governativa sono stati superiori al numero totale dei cittadini aventi diritto al voto! (Ilarità a destra, proteste accese). Questo è il vostro suffragio, questa è la vostra vittoria!
Per queste ragioni, noi chiediamo che l'intera elezione venga annullata! (Tumulto grandissimo nell'aula. Molti deputati della maggioranza si slanciano verso i banchi della minoranza socialista; la seduta viene temporaneamente sospesa dal Presidente).
(Alla ripresa della seduta)
MATTEOTTI: ...Voi volete che il Paese sia governato con la forza. Ma noi vi diciamo che il governo della forza non può durare. La forza può piegare i corpi, ma non può conquistare le anime. Nessun popolo può accettare a lungo la schiavitù della dittatura.
Voi pretendete di aver restaurato l'ordine, ma avete restaurato l'ordine del cimitero. Avete spento la voce della libertà, avete calpestato la Costituzione che avete giurato di difendere.
Noi non ci facciamo illusioni. Sappiamo che la vostra maggioranza ratificherà queste elezioni truccate. Sappiamo che la nostra voce sarà soffocata in quest'aula come lo è nel Paese. Ma noi compiamo il nostro dovere. Noi difendiamo il diritto del popolo italiano di essere libero, di scegliere i propri rappresentanti senza il terrore delle vostre armi e dei vostri manganelli.
Uscendo da qui, voi potrete anche approvare la mozione della maggioranza. Ma sappiate che per noi, e per l'Italia civile, questa Camera non ha alcuna legittimità morale. Avete vinto con la violenza, non con il consenso. E la violenza non crea diritto! (Applausi calorosi e prolungati della minoranza; proteste, insulti e grida minacciose da parte della maggioranza fascista).
(Nota storica: Al termine di questo discorso, durato quasi due ore tra continue interruzioni, Matteotti, sedendosi stanco tra i suoi compagni di partito, pronunciò la celebre frase profetica: "Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Dieci giorni dopo, il 10 giugno 1924, veniva rapito e assassinato da una squadra fascista).

