Tra memoria e futuro: la Biblioteca di Mattia celebra il 25 Aprile con un viaggio nel tempo.
Un’atmosfera carica di fermento culturale e partecipazione emotiva ha avvolto, questa mattina, la Biblioteca di Mattia. Il polo culturale, che si conferma sempre più come uno dei cuori pulsanti della nostra comunità grazie all'instancabile dedizione dell'Associazione "Mattia e i suoi amici", ha ospitato un incontro di grande spessore, dedicato alla lettura di alcuni stralci tratti dal toccante volume “La vera storia del partigiano di Borgopianura”.
A guidare il pubblico in questo viaggio tra le pagine è stato l’autore stesso, Marco Cevolani, che ha saputo restituire al pubblico non solo la trama del romanzo, ma l’evoluzione stessa di un progetto umano che dura da oltre un decennio.
Il progetto nasce lontano, nel 2013, con la pubblicazione della prima parte dell'opera, declinata anche in formato audiolibro e braille per garantire l’accessibilità a tutti. In quel primo capitolo, conosciamo un Mattia bambino, che si fa portavoce di un impegno civico puro: colpito dallo stato di degrado e abbandono in cui versa il monumento eretto in memoria del caporale Giovanni Sanfelice, l’eroe di Borgopianura, il protagonista decide di agire. È una storia di denuncia contro l'oblio, che invita i più piccoli a prendersi cura dei simboli della propria terra.
A distanza di dieci anni, la Biblioteca di Mattia ha curato una nuova edizione “estesa”, capace di far evolvere non solo il personaggio, ma la struttura narrativa stessa. Qui, il Mattia bambino lascia spazio a un Mattia adolescente che, complice un espediente narrativo affascinante come quello del viaggio nel tempo, riesce a varcare i confini della storia. Questo salto temporale non è un semplice orpello fantastico, ma un ponte emotivo: il giovane protagonista incontra finalmente Giovanni Sanfelice, stabilendo con lui un legame diretto, umano e profondo, fino a riuscire, in qualche modo, a salvarne la vita.
La scelta di ripresentare quest'opera proprio il 25 aprile non è casuale. Il romanzo, infatti, si inserisce perfettamente nel solco delle celebrazioni per la Festa della Liberazione, ma lo fa con un linguaggio nuovo. Attraverso la fantasia del viaggio nel tempo, l’autore ci interroga su un concetto fondamentale: cosa significa veramente "ricordare"?
La lotta di liberazione smette di essere un capitolo astratto sui libri di scuola e diventa una lotta vissuta, dove l’eroismo non è un concetto lontano, ma un volto che si può guardare negli occhi.
Salvare il partigiano Giovanni Sanfelice non è solo un atto di finzione letteraria; è il desiderio collettivo di riscattare il passato, di riconoscere il prezzo della libertà e di onorare chi ha donato tutto per garantirci il presente.
Attraverso il viaggio di Mattia, il lettore comprende che la memoria non è qualcosa di statico, ma un testimone che deve passare di mano in mano, rendendo i ragazzi di oggi attori consapevoli della storia di domani.
L’incontro di questa mattina ha dimostrato ancora una volta quanto la Biblioteca di Mattia sia un presidio di cultura attiva. Non si tratta soltanto di un luogo dove si conservano libri, ma di uno spazio di incontro in cui la memoria storica si fonde con la fantasia, creando nuove chiavi di lettura per la nostra realtà. L’associazione "Mattia e i suoi amici" dimostra, con eventi come questo, che la letteratura è uno strumento potente per alimentare il senso di appartenenza e per mantenere accesa la fiamma dei valori democratici, rendendo il 25 aprile non una celebrazione di facciata, ma una riflessione profonda e condivisa da tutte le generazioni.